La “guerra dei dazi” di Trump: produzione statunitense di dispositivi medici ancora a rischio, nonostante recenti esenzioni

La decisione del U.S. Trade Representative (USTR) di esentare i fabbricanti statunitensi dai dazi alla Cina ha comportato un lieve sollievo, ma l’industria dei dispositivi medici è ancora preoccupata per il continuo impatto della “guerra commerciale” di Donald Trump contro la Cina. Infatti, i piccoli fabbricanti di dispositivi medici sono i primi a subire in pieno l’impatto delle tariffe di Trump.

La “guerra dei dazi” di Trump: produzione statunitense di dispositivi medici ancora a rischio, nonostante recenti esenzioni

Appena la “guerra” aveva cominciato a inasprirsi, USTR aveva dato il via a un processo che consentiva alle aziende di richiedere un’esenzione dai dazi su tutti i prodotti non facilmente disponibili sul mercato degli Stati Uniti. Per il settore medical device, questo significava componentistica fabbricata in Cina, importata e, successivamente, utilizzata nella produzione statunitense di dispositivi medici.

A metà settembre 2019, l’USTR ha svelato che i prodotti medtech erano presenti in due delle tre liste di prodotti esentati dai dazi applicati alla Cina. Tra i prodotti esentati citiamo le maschere per anestesia e alcuni componenti utilizzati per realizzare apparecchiature di risonanza magnetica (MRI) e raggi X. Tuttavia, le esenzioni in molti casi non corrispondono alle aspettative dei fabbricanti, soprattutto nel caso delle piccole aziende.

All’inizio di ottobre 2019, Trump aveva annunciato che gli Stati Uniti e la Cina erano vicini al completamento della prima fase di un accordo commerciale. Tuttavia, fino a quando non verrà raggiunto un accordo definitivo, i dazi che Trump ha già imposto sui beni cinesi, per un valore di oltre 350 miliardi di dollari, rimarranno in vigore.

Pubblicato il 30 ottobre 2019